Splendida realtà? No, “sogno infranto”. Di Guardo inaugura la "splendida" ciclabile che non c'è

Domani il Sindaco di Misterbianco inaugurerà in pompa magna la Pista ciclabile.

La chiama nel manifesto murale “una splendida realtà”, preoccupandosi poi di fornire alcune “avvertenze” ai suoi cittadini: la pista è fatta solo per le biciclette (ohibò, ma davvero? Una ciclabile?), oppure è severamente vietato sostare lungo la pista (e questa fa ridere solo a leggerla).
Nel comunicato stampa si rivendica con orgoglio il costo, ingentissimo, dell’opera: per realizzarla sono stati spesi CINQUE MILIONI DI EURO.
Cinque milioni, si. Niente salasso delle casse comunali, però, perché si tratta di un finanziamento a valere sul PO FESR 2007-2013, SVILUPPO SOSTENIBILE e il Progetto si chiama(va) MISTERBIANCO CITTA’ INNOVATIVA, SOLIDALE E SOSTENIBILE. Il Sindaco, al tempo, era Ninella Caruso.

Un progetto bellissimo, finanziato come primo in graduatoria (lasciando fuori persino la povera Catania); un’opera di trasformazione urbana e di ricucitura fra aree urbane e extraurbane, un intervento di arredo urbano, visto che il progetto originario prevedeva aree di sosta, aiuole spartitraffico, segnaletica dedicata alle biciclette, attraversamenti sicuri. Una pista ciclabile, citiamo testualmente dalla descrizione sintetica del Progetto: “…CON SISTEMI COMBINATI PER LA RIDUZIONE DEL TRAFFICO PRIVATO, CREANDO LA REALIZZAZIONE DI AZIONI URBANISTICHE PER LA MODERAZIONE DEL TRAFFICO NELLA VIABILITA’ LOCALE. (…)”. E poi una serie di considerazioni sulla connessione della stessa pista a una rete ciclabile intercomunale e la prospettiva di ridurre le emissioni.
Cinque milioni?

Si, per venti chilometri di pista ciclabile, fra aree urbane e extraurbane, cordoli a norma di legge per delimitare la pista nelle strade urbane e aiuole spartitraffico in quelle extraurbane; piazzole di sosta per i ciclisti (come prevede OBBLIGATORIAMENTE la legge), un impianto di illuminazione fotovoltaico utile a ridurre i consumi energetici e, addirittura, produrre energia per finanziare la manutenzione della pista; una diversa colorazione dell’asfalto, come prevedono tutte le linee guida per la realizzazione delle piste ciclabili, per mettere in sicurezza i ciclisti e distinguere la parte ciclabile da quella riservata alle auto; un sistema di bike sharing e noleggio delle bici, con apposite aree dedicate alla sosta dotate di rastrelliere. E poi, solo a titolo esemplificativo, alcuni aspetti legati alla funzione di recupero dell’identità del territorio e di ricucitura, appunto. Citiamo sempre testualmente: “Il Progetto segue la strategia dell’identità e qualità della vita poiché la pista ciclabile sarà a servizio dello stabilimento Monaco, che si inserisce all’interno del PISU in ossequio alla direttiva strategica della promozione di una identità locale, ma altresì presenta interessanti aspetti in ambito sovracomunale (…). Il progetto segue la strategia della riqualificazione e rifunzionalizzazione, perché la pista attraverserà delle zone di alto valore storico e ambientale, “Madonna degli Ammalati” “Campanarazzu” ed altre, riqualificandole e rendendole più accessibili”. E poi, ancora, le pensiline in materiale riciclabile, la pavimentazione a sfondo naturalistico, le mappe del percorso a uso cicloturistico, per inserire Misterbianco al centro di un processo di mobilità alternativa che ne mettesse anche in risalto gli aspetti storici, paesaggistici e naturalistici.
Cinque milioni ci stanno per un progetto così rivoluzionario, per venti chilometri di bellezza, di sogno di una città migliore, diversa, ecologica, bella come nessun’altra nel catanese, esteticamente gradevole e accessibile a chiunque, con la creazione di un indotto legato al turismo ambientale, posti di lavoro, una immagine diversa da quella della “città della discarica” che mestamente ci meritiamo.
Tutto giusto, allora? No, perché quel Progetto, semplicemente, NON ESISTE PIU’; perché il Sindaco Di Guardo, dopo il suo insediamento, ha previsto una “variante” al Progetto, poi approvata (chi è ricco di amici è scarso di guai…) alla regione Siciliana che ha “cancellato” proprio quelli che erano i punti di forza della proposta originariamente prevista da PROGETTO ESECUTIVO, certo non da una chiacchierata fra amici. Immaginiamo la scena, perché conosciamo il personaggio: che è sta roba? I cordoli? Per fare cosa? La diversa colorazione? Inutile. Le piazzole di sosta? “e cchi nnama fari?“. Il fotovoltaico? Finiamola, questi soldi servono ad allargare e realizzare qualche strada, come forse promesso in campagna elettorale, realizzare muretti di delimitazione di proprietà, spostare pali dell’energia elettrica.
Il risultato è quello sotto gli occhi di tutti: magari i soldi si saranno spesi tutti, non ne dubitiamo, quindi non è serio e non sarebbe legittimo dare del “ladro” al primo Cittadino per aver speso, male a nostro giudizio, cinque milioni di euro; ma dargli del “ladro di sogni” certamente si.

Il progetto esecutivo approvato come primo in graduatoria costava così tanto perché avrebbe tentato di “cambiare volto” a Misterbianco, facendone, giusto o sbagliato che sia, una Città a misura d’uomo, moderna, bella.

Questo obbrobrio, chiamiamo le cose come stanno visto che sono costate tanto, non serve a nulla: non ricuce il tessuto urbano, anche perché le riduzioni del tracciato hanno reso poco armonici (oltre che poco segnalati) i passaggi dal centro alla periferia, non ci collega agli altri Centri, perché non ci arriva, non favorisce il cicloturismo, perché IN NESSUN ACCESSO DELLA PISTA c’è lo straccio di un cartello che delimiti il percorso, proponga itinerari, segnali attrazioni turistiche, paesaggistiche o naturalistiche. Niente di niente.

La pista che domani verrà inaugurata, con gli immancabili ciclisti, i bambini festanti, le mamme contente, è una lunga, lunghissima, DOPPIA STRISCIA VERTICALE BIANCA E GIALLA, già scolorita al centro della Città, sistematicamente invasa dalle auto in sosta, pericolosissima, perché non delimitata distinta dalla sede stradale dedicata alle auto, come SAREBBE DOVUTO AVVENIRE DA PROGETTO, senza adeguata segnaletica orizzontale e verticale, senza protezione idonea degli attraversamenti, senza le piazzole di sosta obbligatorie, più stretta, in alcuni punti, rispetto alle dimensioni minime obbligatorie.

Ci chiediamo CHI e COME abbia potuto persino collaudarla, visto che le violazioni di legge e le criticità in termini di sicurezza sono sotto gli occhi di tutti. Questo non spetta a noi stabilirlo, però. Noi abbiamo fatto un giro e abbiamo documentato quello che vedrete, compresi gli avvallamenti, la mancata scarifica e ripavimentazione dell’asfalto, i semafori questi sconosciuti, la tristezza di questa doppia linea bianca e gialla, costata con le opere annesse e connesse per poterla tracciare ben CINQUE MILIONI DI EURO.
E’ giusto? E’ sbagliato? Era giusto aprire soltanto la “circonvallazione del Paese” a Pezzamandra e buttare a mare un progetto, quello si, che valeva per Misterbianco CINQUE MILIONI DI EURO?

Lasciamo giudicare voi: se pensate che questa sia la “splendida realtà” decantata dall’Amministrazione Di Guardo, allora correte ad applaudire all’inaugurazione; se volete vedere come sarebbe stata una pista ciclabile vera allora guardate le foto della nostra Gallery, dove vedrete piste costate molto, molto meno di CINQUE MILIONI DI EURO, oppure leggete i documenti della FIAB, con le linee guida per la realizzazione delle ciclabili e i costi presunti, da rivalutare in percentuale, oppure chiedeteci come visionare il “vecchio” progetto esecutivo, quello approvato.

Vi racconteremo la favola della Misterbianco che, cinque milioni o no, purtroppo non cambierà mai.

 

Vedi anche: quanto costa e come si realizza una ciclabile?

http://www.fiab-onlus.it/downl2/prezpist.pdf

http://www2.unibas.it/petruccelli/pdf/MIT-istruzioni_progetto_piste_ciclabili%20-%202014.pdf

Le piste ciclabili, come dovrebbero essere
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Paolo Di Caro
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Paolo Di Caro

Classe 1972, Misterbianchese, giornalista, manager pubblico, Sommelier master class. Da due anni, vista la crisi del teatro, anche attore amatoriale. Ex runner con l'artrosi, appassionato di Dylan Dog e Corto Maltese. Per invidia. Il Bilbo Baggins che era in lui è partito, Frodo non ha più l'Anello e anche Gandalf non è che si senta benissimo. A parte questo, non molla mai.

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