Discarica, ‘nasi elettronici’ e fiutatori umani per scoprire la puzza Un progetto dell'Arpa in collaborazione con l'Università di Catania

Nasi “elettronici” e fiutatori umani per scoprire la puzza della discarica. Saranno messi in campo dalla struttura catanese dell’Arpa Sicilia, l’Azienda regionale per la protezione dell’ambiente e dall’Università di Catania. La disposizione è arrivata dal Dipartimento regionale, retto dal neo dirigente Maurizio Pirillo, che ha chiesto all’Arpa di verificare se si superano i limiti di emissione, secondo la normativa europea.

Ne dà informazione una nota dei Comitati No Discarica di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, che così commentano: “C’è un cambio di passo impresso alla vicenda rifiuti, dopo incatenamenti, scioperi della fame, fiaccolate e l’incontro dei Comitati No Discarica dei sindaci di Misterbianco e Motta con il presidente Crocetta e l’assessorato Energia e rifiuti a Palermo”.

I comitati riferiscono che giovedì 22 giugno, una delegazione dell’ARPA e del Dipartimento Scienza del Farmaco dell’Università di Catania, con il sindaco Di Guardo, ha eseguito un sopralluogo a Misterbianco presso i locali della ex Movicar, dirimpetto alla discarica, e poi nelle vicinanze dell’Istituto comprensivo Pitagora. Alla delegazione si sono poi aggiunti i componenti dei Comitati No Discarica nel proseguimento dell’incontro in Sala Giunta.

“Lo scopo – spiega la nota del Comitato – era di individuare la collocazione ideale di uno strumento sensibilissimo e delicato chiamato ‘Air Sense’. È uno spettrometro di massa che permette di individuare, attraverso campagne di acquisizione di campioni di aria anche i derivati del solfuro di idrogeno, di acido solfidrico, i cosiddetti “mercaptani” sostanze che si formano dalla materia in decomposizione e che possiedono un intenso odore sgradevole”.

Si tratta di un progetto – si evince dalla nota – che vede l’Arpa in collaborazione con l’Università di Catania, “per rilevare l’impronta olfattiva e le classi di sostanze presenti nell’aria. Per farà ciò si farà una valutazione ambientale attraverso lo strumento mobile ma energivoro dell’Air Sense, e dall’altro, perseguendo uno scadenzato processo tecnologico, capire orari, luoghi, concentrazioni delle emissioni odorigene che creano disagio alle due comunità”.

Il dirigente dell’Arpa, Roberto Grimaldi, ha confermato che l’azienda si è dotata della strumentazione all’avanguardia, grazie agli ultimi fondi POR.

L’ateneo catanese, a sua volta – come sottolineato dalla docente Annamaria Panico – “specifica che la collaborazione basata principalmente sul metodo dell’olfattometria dinamica (metodo che stabilisce quale sia la concentrazione degli odori nei campioni gassosi), di per sé non ne individua la tossicità, tuttavia è risaputo che il disgusto di quella percezione può comportare che si manifestino alterazioni dell’equilibrio psicofisico della persona, producendo uno stato di malessere tale da condizionarne il comportamento o da generare reazioni riflesse a livello gastrico, salivare, cutaneo, nausee, mal di testa, sostanzialmente compromettendo il sistema immunitario”.

La strumentazione universitaria si avvarrà dello Scentroid SS600, olfattometro a sei postazioni, e di un panel di rino-analisti, i fiutatori umani. Essi dovranno essere contrattualizzati e addestrati per rientrare nella media di un range, non troppo sensibile o troppo poco agli odori, per parametrare la scia olfattiva.

Le fasi del progetto sono 4, prima del posizionamento dell’Air Sense, che necessita di una buona alimentazione che il Comune di Misterbianco si era già procurata:

1) mappatura di bianco, con cui si stabilirà la linea standard dell’aria in assenza di puzza. “E sarebbe bene – chiosano i comitati – che il parametro base fosse la soglia dell’aria buona e non quella già altamente satura di mercaptani”

2) prima campionatura ragionata in luoghi e orari prefissati

3) seconda campionatura ragionata, ma sulla base di una ipotesi verosimile in altri luoghi e orari, grazie al campionamento istantaneo e prolungato di aria, mediante “canisters”, per circa 1 ora, sempre eseguiti da tecnici dell’Arpa, ma stavolta su strutture comunali e su segnalazioni specifiche anche notturne, proprio per valutare i punti più significativi in cui statisticamente la puzza si manifesta

4) posizionamento della stazione mobile che acquisirà le informazioni sulla qualità dell’aria e la analizzerà in tempo reale.

Secondo i Comitati, il sindaco Di Guardo “si dice fiducioso che da questo possano appurarsi le evidenze scientifiche che dimostrano la impossibilità di continuare ad abbancare rifiuti non biostabilizzati, i Comitati pur ribadendo fiducia delle istituzioni che, sebbene interpellate, anche con la recente diffida alla conoscenza dell’ultimo rapporto epidemiologico del Tar Lazio, non si erano finora mosse, ribadiscono che vigileranno sui risultati e si offrono già come naturali depositari di strumentazione (canisters in primis) per effettuare i prelievi e i campionamenti in parola”.

Intanto a Motta Sant’Anastasia, sta per avviarsi la distribuzione di un questionario che arriverà a tutte le famiglie, con il quale rilevare il disagio e la percezione della puzza, sarebbe importante allargarne la diffusione alla comunità misterbianchese.

“Restiamo ancora in viva attesa del nuovo incontro con la Regione siciliana e l’assessorato Energia e rifiuti – concludono i Comitati No Discarica di Misterbianco e Motta – per il confronto su tempi e monitoraggi degli impegni presi in occasione dell’incontro dello scorso 10 giugno”.

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Redazione

La Redazione di Misterbianco 3.0

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