Elezioni 2017, “Mandela sì, Mandela no”, la risposta del sindaco. E la replica.

Riceviamo e pubblichiamo da parte del sindaco Nino Di Guardo

Rispondo subito alla squallida mistificazione che malamente si cela dietro la forma satirica del pezzo pubblicato in questa pagina.

L’amministrazione comunale da me diretta, in vista della campagna elettorale, ha ritenuto di destinare una sala dello Stabilimento Monaco per gli incontri e le manifestazioni organizzate da gruppi politici e candidati. La sala, adeguatamente arredata e attrezzata a questo fine, è stata messa a disposizione gratuitamente da chi ne abbia fatto richiesta. Io stesso l’ho già utilizzata per un incontro con i candidati al consiglio delle liste che mi sostengono.

L’Auditorium Nelson Mandela, invece, come tutti sanno, pur essendo una struttura comunale, viene gestita attraverso un regolamento che ne disciplina l’uso prevedendo la corresponsione del pagamento di una tariffa. Tariffa che ho regolarmente pagato.

Del resto non mi risulta che ad altri sia stato negato l’uso dell’Auditorium.

Dov’è lo scandalo che in malafede ha voluto sollevare l’estensore dell’articolo?

Nella mia attività politica ho sempre operato nella trasparenza e nel rispetto delle regole.

Chiedo – a norma di legge – che a questa mia nota venga data immediata e adeguata visibilità in quanto l’articolo pubblicato rappresenta un maldestro tentativo di intaccare il mio onore e offuscare la mia immagine pubblica nel ruolo istituzionale che ricopro.

Misterbianco 11/04/2017 Nino Di Guardo

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La piccata quanto immediata risposta del sindaco Di Guardo è rivelatrice di almeno un paio di cose: la prima, di essere allergico a ogni forma di critica, ancorché rivoltagli sollevando il sorriso; la seconda, che non abbia letto l’articolo e vi abbia risposto, diciamo così, de relato. Oppure, che si sia fermato alla lettura del titolo e all’impressione dell’immagine utilizzata per dare enfasi al testo.

Altrimenti, avrebbe colto subito che non è stato messo in dubbio il suo rispetto delle regole né il pagamento della tariffa per l’uso dell’auditorium Mandela e che, dunque, per questo, nessuno poteva gridare allo scandalo né l’ha fatto.

Semmai, egregio sindaco, ciò che ho messo in dubbio – e che lei non ha colto – è la convenienza di accogliere l’apertura della sua campagna elettorale in un luogo che dovrebbe essere destinato, per regolamento, “allo svolgimento di spettacoli teatrali, musicali e di danza, mostre, conferenze, convegni, seminari, proiezioni di prodotti multimediali, film, servizi fotografici e, comunque, di manifestazioni culturali e sociali…”.

Ora, con tutto il rispetto, io resto del parere che fare svolgere una kermesse elettorale nell’auditorium sia di pessimo gusto. Tranne che lei voglia dimostrare che tale manifestazione abbia il crisma della natura degli eventi prima riportati.

O forse, visto che lei è nella possibilità di pagare la tariffa e magari altri no, lei ritiene di poter usare comunque, come un cumenda brianzolo, al di là di ogni questione di gusto e di opportunità, un bene la cui funzione dovrebbe essere ben altra. Basta mettere mano nella tasca. “Io so’ io…”

Ad essere messo in dubbio, ancora, non è stata la sua onorabilità, quanto invece la sua sensibilità istituzionale. Che le ha fatto stabilire, del tutto arbitrariamente, come già il 25 febbraio a Misterbianco, unico centro in tutta la Sicilia, si fosse già in periodo elettorale.

E tanto bastasse, per relegare una senatrice della Repubblica, un deputato dell’Assemblea regionale siciliana (di cui lei ha fatto parte, ricorda? perché noi non ce ne ricordiamo) e un architetto, per trattare una questione sociale, non nel centrale e ben attrezzato teatro comunale, ma nel periferico Stabilimento Monaco.

Tutto ciò detto col sorriso sulle labbra. Ma ahimè, gli è che la satira non abita più qui: triste destino per la Mustariuncu caput mundi, epigona tra i centri siciliani di quelle Feriae matricularum, quando i politici di un tempo venivano investiti di lazzi e sberleffi smodati in forma di latinorum. Non c’è più la goliardia di una volta.

Stia tranquillo, dunque, il suo onore e la sua immagine politica non saranno certamente offuscati da qualche “squallido” articoletto satirico pubblicato su Misterbianco 3.0. Basterà venire al Mandela. “Quisque faber…” appunto.

Cordialmente

Rosario Nastasi

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Redazione

La Redazione di Misterbianco 3.0

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