Elezioni 2017 – L’anno della pacificazione Dal 1988 al 2017, le variegate sindacature Di Guardo, dal 'compromesso storico' misterbianchese al 'Partito Unico Diguardiano'

1988-2017, quasi trent’anni, per chiudere il cerchio della variegata parabola da sindaco di Nino Di Guardo: dalla prima esperienza fatta col compromesso storico misterbianchese tra Dc-Pci, al tentativo (ultimo?) del 2017 con il P(U)D, il Partito Unico Diguardiano, calderone dalle mille e più anime politiche locali, con cui si accinge ad affrontare l’11 giugno.

A celebrare lo storico evento, il comizio di domenica sera, 4 giugno, per la coalizione di Di Guardo. Che ha sancito, prima del ritorno alla Balena bianca (come vorrebbe il novantenne Ciriaco De Mita), il riecheggiare di quella retorica utile a giustificare ogni scelta. Anche quella di allearsi con chi è stato un acerrimo avversario o un impietoso carnefice. Tutto sull’altare della ‘pacificazione’ voluta dal candidato sindaco: “Pax Vobis”!

Sul palco, assieme agli ex comunisti Di Guardo e Santo Mancuso, l’assessore designato Matteo Marchese ex-MpA e candidato consigliere con la dagostiniana ‘Sicilia futura’, e l’ex sottosegretario Pippo Reina, tra gli animatori della lista ‘Siciliani indipendenti’ di ispirazione lombardiana.

L’atmosfera che aleggia è quella dei pranzi di Pasqua, quando i parenti-serpenti che hanno coltivato anni di rancori irrisolti giungono al fine alla decisione: lasciamoci tutto alle spalle e guardiamo avanti.

Sulla tavola apparecchiata delle prossime elezioni di Misterbianco però non ci sono la lasagna della nonna o l’arrosto con le patate. C’è quella che forse sarà l’ultima sindacatura di Di Guardo, c’è una bella fetta di potere da spartire, ci sono i prossimi appuntamenti elettorali, regionali in primis, ai quali presentarsi con adeguate credenziali.

Sul comizio, a caldo, il nostro Paolo Di Caro ha pubblicato, sul suo profilo Facebook, un post che ha suscitato numerosi commenti. Lo riproponiamo qui di seguito.

“A volte le foto (o i video) andrebbero pubblicate senza didascalia.
Spiegano già tutto.
Quello che parla, al centro (luogo politico e geografico), è Pippo Reina, già sottosegretario del Governo Berlusconi, democristianissimo e già amico del Segretario (negli anni ’80-’90) della DC Paolo Arena, trucidato davanti al Municipio.
Quello col faccione sopra di lui è Di Guardo: il Sindaco per sempre di Misterbianco, quello che scrisse libri e fece comparsate televisive per ergersi a “Sindaco della nuova Misterbianco”, a cadavere di Arena “caldo”, arruolando senza distinguo quella Democrazia Cristiana nelle fila della mafia.
Lo fece, a torto o a ragione, con durezza e usando parole “definitive”, dimenticando già allora che con quella DC aveva contrattato la sindacatura del compromesso storico DC-PCI.
Da uno così ti aspetti di tutto, anche che affidi a Pippo Reina il ruolo di mattatore a un suo comizio.
Da Reina te lo aspetti anche: uno che sale sul palco con chi gli ha “sputato addosso”, additandolo al pubblico ludibrio, oggetto di sentenze non politiche, ma umane, ti aspetti anche che citi Sturzo, Don Milani e tutto il Pantheon democristiano per giustificare la sua “folgorazione”.
Vale ugualmente meno di zero.
E sarebbe bastata la foto (o il video).
Questa è la Misterbianco della “pacificazione” (cit.).
Che tristezza. E che vergogna.”

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Redazione

La Redazione di Misterbianco 3.0

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