Elezioni 2017 – Il piacere sadico di sapere chi non ce l’ha fatta I nomi eccellenti degli uscenti rimasti fuori dal consiglio comunale

C’è una domanda che viene subito dopo la fatidica “Cu acchianau?”, “Chi è salito”, cioè chi ce l’ha fatta a conquistare il seggio in consiglio comunale. Quella posta con una punta di sadismo, aspettando la rivelazione, pregustando la risposta: “Cu n’acchianau?”. Chi non ce l’ha fatta, chi è rimasto fuori, chi c’era e non c’è più?

Chi nonostante l’impegno profuso, chi nonostante la spavalderia guascone, chi sebbene sostenuto da una tetragona certezza non è riuscito a confermare il proprio posto?

C’è chi gusta questo momento: avversari politici che ce l’hanno fatta, ex alleati che hanno consumato piccole/grandi vendette, semplici cittadini che coltivano personali antipatie. A tutti costoro offriamo pane per i propri denti, cibo per sfamare la fame, anche goliardica, di sapere ‘chi è stato trombato’!

Sono nomi eccellenti, presenti in consiglio comunale e magari in grado di confermare la capacità personale di attrarre consensi. Ma alcuni sono rimasti vittime dello sbarramento al 5 per cento, alcuni degli exploit di altri componenti della lista, altri ancora della volubilità dell’elettorato. “Sic transit gloria mundi”.

Eccoli: la palma d’oro dei delusi va ad Aldo Parrinello e Giuseppe Lucisano, consiglieri comunali uscenti eletti nel 2012 nella coalizione del dottor Nino Condorelli, erano in corsa con Nino Di Guardo. Uno in odore di presidenza del consiglio comunale, l’altro sedicente assessore in giunta. In due capaci di ottenere 789 dei 1126 della lista ‘Ama Misterbianco’. Ma la lista non è riuscita a superare lo sbarramento: resteranno fuori del consiglio comunale, anche se per uno dei due potrebbe profilarsi un incarico extra. Chi?

Poi, Antonio Licciardello, consigliere uscente, più volte sul punto di entrare in giunta. Per lui un amaro onomastico: fedelissimo del sindaco riconfermato, non è andato oltre la 5° posizione nella lista della ‘Sveglia’, che ha preso tre seggi.

Il presidente del consiglio comunale Nino Marchese, anche lui fedelissimo diguardiano, nella storica lista ‘Movimento volontari con Di Guardo’, che ha avuto due seggi, è il primo dei non eletti nonostante i suoi 225 consensi.

Orazio Panepinto, assessore uscente e consigliere comunale dimesso di ‘Misterbianco libera’. Nella lista della ‘Lampadina, ‘Misterbianco civica’, è terzo con i suoi 311 voti, ma è il primo dei non eletti. Vittima eccellente dell’accoppiata ‘di genere’.

Qualcuno scommette in qualche premio di consolazione. Ma gli aspiranti sono tanti e la torta fin troppo piccola.

Nella coalizione del candidato sindaco Marco Corsaro, c’è Salvatore Foti, anche lui consigliere comunale uscente, 299 voti nella lista ‘La Voce di Misterbianco’, ma lo sbarramento lo ha fermato.

Nella coalizione della candidata Maria Antonia Buzzanca, nessuna delle tre liste ha superato lo sbarramento. Delusioni per quattro: nella lista ‘Buzzanca Sindaco’ la candidata stessa che, oltre a risultare l’ultima tra gli aspiranti sindaci, ha avuto 53 voti; il primo della lista Marcello Russo, consigliere comunale uscente, resta fuori con 129 voti; nella lista ‘Forza Italia – Progetto Misterbianco’ per i consiglieri comunali uscenti Vito Santapaola, primo con 221 voti, e Serafino Caruso, terzo con 183.

Alla prossima?

Rosario Nastasi
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Rosario Nastasi

Nasce a Misterbianco nel secolo scorso ma sfiderebbe volentieri Capitan Uncino. Si forma al Classico ma subisce il fascino delle Scienze: Biologia a Catania; Comunicazione a Cassino (Fr). Pubblicista dal 1992, è passato dalla carta stampata, alla Tv, alla radio, al web. Rugbista da giovane ma ora si logora le rotule al calcetto. C'è vita senza contraddizioni?

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