Videosorveglianza, solo 13 postazioni. Il Comune corre ai ripari. L'assessore Marchese illustra i progetti dell'amministrazione comunale per illuminazione e telecontrollo del territorio

Solo 13 postazioni per controllare il territorio. Ma solo contro le micro discariche di rifiuti. In totale 26 telecamere e non tutte funzionanti. È, al momento, la quantità e la qualità della videosorveglianza a Misterbianco. Quantità e qualità del tutto insufficienti a garantire un’adeguata sorveglianza.

Una sorveglianza resa sempre più necessaria a causa dell’aumento degli episodi di vandalismo e all’imbarbarimento dei costumi. E il recente avvenimento di Poggio Croce non è che l’ultimo caso. L’amministrazione comunale pare stia correndo ai ripari e si affida a fonti di finanziamento misto e bandi regionali e nazionali.

Basterà a controllare un territorio sempre più esposto a quelli che Matteo Marchese, assessore comunale ai Lavori pubblici, ha definito “i nuovi barbari”?

Che progetti ha l’amministrazione comunale per fronteggiare e reprimere tale fenomeno?

Il vandalismo è un problema sociale – risponde l’assessore – e i nuovi barbari sono arrivati anche nel nostro paese. Dopo avere creato problemi alla Milicia, in via Gramsci, al Monumento e in altre piazze di tutto il Comune ora hanno toccato un nostro simbolo. Ma temo che i nuovi barbari non siano né immigrati ne di altri Comuni o quartieri: sono figli di Misterbianco. E se i nostri figli si comportano da barbari non c’è polizia o videosorveglianza che tenga; c’è un problema sociale che tutti insieme scuole associazioni comunità civile istituzioni dobbiamo affrontare”.

Certo, ma nel frattempo, perché in consiglio si bocciano le proposte per accantonare le somme necessarie a un sistema di videosorveglianza adeguato ai tempi?

“Da un anno, in consiglio comunale, dico che mettere 50mila euro, come volevano gli emendamenti proposti, in un capitolo che non contiene un euro è inutile. Meglio sarebbe prendere i soldi da quei bandi pubblici che già ci sono”.

Quali sono?

“Entro la settimana, la giunta dovrebbe deliberare un partenariato tra pubblico e impresa privata, che poi dovrà andare in consiglio comunale, sull’illuminazione pubblica. Il progetto, a costo zero, ci darà l’opportunità di cambiare tutta l’illuminazione pubblica, dall’analogica al sistema a LED. Nello stesso tempo, sono previsti dei servizi aggiuntivi, tra cui la videosorveglianza di tipo ambientale affidata ai pali dell’illuminazione.

L’iter prevede l’approvazione in giunta, passaggio in commissione, quindi al consiglio comunale, e infine al Genio civile per tutti i procedimenti ordinari. Quindi si farà la gara e, fatto salvo il diritto dei proponenti, chi se l’aggiudicherà lo realizzerà.

I contributi regionali provengono Piano Operativo FESR 2014/2020. Con il decreto n. 109 del 27 febbraio 2018, il Dipartimento dell’Energia ha approvato la Pista di Controllo per la procedura di attuazione di Aiuti, per l’Azione 4.3.1, cioè la ‘Realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smart grids) e interventi sulle reti di trasmissione strettamente complementari e volti ad incrementare direttamente la distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili, introduzione di apparati provvisti di sistemi di comunicazione digitale, misurazione intelligente e controllo e monitoraggio come infrastruttura delle città e delle aree periurbane’.

“È un bando che attendiamo da tempo – conferma Marchese – e il Comune vi parteciperà. Uno dei requisiti è prevedere anche la videosorveglianza, anche in forma di partenariato. Aggiudicandosi tali fondi, il Comune otterrebbe l’abbassamento dei costi della bolletta e gli altri servizi a costo zero”.

Il ministero dell’Interno, di concerto con il ministro dell’Economia, ha emanato il 31 gennaio scorso un decreto per contributi ai Comuni per gli anni 2017-2019, per i sistemi di videosorveglianza. Un bando per la sicurezza che scade il 30 giugno. Il Comune che fa?

“L’ufficio tecnico sta realizzando un progetto, con cui chiedere 260mila euro più una cifra più piccola di cofinanziamento. L’intenzione è di installare da 30 a 50 telecamere, quantità adeguata a Comuni delle dimensioni simili a Misterbianco, che si appoggerebbero alla rete intranet già in nostro possesso, per controllare scuole e beni pubblici comunali”.

Rosario Nastasi
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Rosario Nastasi

Nasce a Misterbianco nel secolo scorso ma sfiderebbe volentieri Capitan Uncino. Si forma al Classico ma subisce il fascino delle Scienze: Biologia a Catania; Comunicazione a Cassino (Fr). Pubblicista dal 1992, è passato dalla carta stampata, alla Tv, alla radio, al web. Rugbista da giovane ma ora si logora le rotule al calcetto. C'è vita senza contraddizioni?
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