Mafia e politica, il fango nel ventilatore prima o poi schizza su tutti Rivelazioni, intercettazioni, articoli, comizi e conferenze stampa: tutti contro tutti su quanto accade a Misterbianco

A Misterbianco, le pagine delle ordinanze a corredo delle ultime operazioni coordinate dalla Procura di Catania (Reviolutionbet 2, Zeta, 7 ore, Gisella) e le notizie riportate dalle testate giornalistiche cartacee o telematiche stanno rivoltando i diversi fronti politici già in gran fermento.

Sono giorni difficili. È il periodo delle rivelazioni, delle verità a lungo inseguite, dei sospetti confermati. Ma ancora pare ci sia tanto da scrivere. E la situazione dovrebbe consigliare a tutti maggiore cautela e sani esercizi di memoria. Ma a ogni passaggio, a ogni rivelazione, a ogni reazione è come se partisse un getto di fango che, impazzito, schizza da una parte all’altra. È facile così passare da accusatori a essere accusati.

Con l’operazione Revolutionbet 2 e l’arresto iniziale dell’ex vice sindaco Carmelo Santapaola, è stato Marco Corsaro, capogruppo consiliare di ‘Guardiamo Avanti’ all’opposizione, ad attaccare. Il 5 marzo, con un post su Facebook, criticava la linea difensiva del sindaco Nino Di Guardo sulla vicenda: “I magistrati scrivono che l’ex vicesindaco di Di Guardo ‘ha agito con l’AGGRAVANTE di avere FAVORITO la famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, agevolandone l’infiltrazione nel mercato delle scommesse e dei giochi’ “. Primo lancio in ventilatore.

Oggi, succede che il quotidiano La Sicilia metta in gran evidenza delle intercettazioni telefoniche contenute nell’ordinanza delle operazioni ‘7 Ore/Gisella’: si legge come la segreteria politica di Corsaro contatti i parenti dei boss ‘Tuppi’, coinvolti nell’operazione ‘Gisella’, “Le telefonate della segreteria politica ai parenti del boss ammazzato”.

È lo schizzo di ritorno. Ecco, dunque, che spetta alla parte governativa contrattaccare. E a mettere la propria parte di fango nel ventilatore.

Il primo colpo lo sferra l’assessore Federico Lupo: con un altro post su Facebook se la prende con Corsaro, lanciando l’hashtag #lacoerenzaprimaditutto: “E adesso?… Nessuna richiesta di dimissioni? Nessuna indignazione? Nessuna politica ammalata?…. Misterbianco merita di più davvero!… non a parole”.

Il secondo lo stesso Di Guardo con due iniziative: l’annuncio di una conferenza stampa per domani, martedì 7 maggio, e un comizio per sabato 11 maggio. “FACCIAMO CHIAREZZA – scrive il sindaco – Tutti devono conoscere la verità”.

Ma gli schizzi di ritorno, anche questa volta, non risparmiano nessuno. Il primo ci porta a un articolo/rivelazione del magazine on-line MeridioNews del 22 febbraio 2019, dal titolo “Misterbianco, squadra sequestrata lanciata in Comune / Al «battesimo» Placenti e i vertici dell’amministrazione”. Tra i citati, nel pezzo, l’assessore Lupo.

Col secondo: suscita meraviglia, anche se non più di tanto, l’attivismo del sindaco, al quale pare sfuggire la delicata situazione del Comune da lui guidato: da un lato, perché sottoposto da almeno 5 mesi a stringenti indagini di una commissione prefettizia, proprio in conseguenza di quell’operazione Revolutionbet 2; dall’altro, per quanto emerge proprio dal contenuto dell’ordinanza dell’ultima operazione della Procura e in corso di pubblicazione già da varie testate sia su carta sia on-line.

A voler mettere per forza fango nel ventilatore, alla fine uno schizzo tocca a tutti.

Rosario Nastasi
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Rosario Nastasi

Nasce a Misterbianco nel secolo scorso ma sfiderebbe volentieri Capitan Uncino. Si forma al Classico ma subisce il fascino delle Scienze: Biologia a Catania; Comunicazione a Cassino (Fr). Pubblicista dal 1992, è passato dalla carta stampata, alla Tv, alla radio, al web. Rugbista da giovane ma ora si logora le rotule al calcetto. C'è vita senza contraddizioni?
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