Mafia e politica, il sindaco Di Guardo raccoglie le firme per far dimettere il consigliere Corsaro Conferenza stampa in sala giunta. Annunciato comizio per sabato 11 maggio alle 19

Il sindaco Di Guardo ha chiesto martedì mattina, 7 maggio, le dimissioni da consigliere comunale di Marco Corsaro, nel corso della conferenza stampa, convocata all’indomani della pubblicazione delle intercettazioni dell’operazione “Gisella” che ha fatto luce dopo 28 anni sulla vicenda legata all’omicidio del segretario locale della DC Paolo Arena ed il coinvolgimento della mafia locale e nel contempo hanno coinvolto l’ex vice sindaco Corsaro ed oggi consigliere comunale di opposizione.

“Se non avessi vinto la competizione elettorale del 2017 – ha esordito Di Guardo – il mio comune ha rischiato la possibilità di avere un sindaco appoggiato dalla mafia.”

Il riferimento è alle intercettazioni rese note dalla stampa dalle quali emergono le telefonate fatte, nel marzo 2017, dalla segreteria politica di Marco Corsaro a due degli arrestati dell’operazione “Gisella” chiedendo di incontrali in vista della imminente campagna elettorale.

“Un fatto inaudito che tremo solo a parlarne – ha continuato il sindaco Di Guardo – chiedeva lui le dimissioni di Santapaola e dell’amministrazione quando sapeva di avere la coda di paglia. Mi chiedo: può rimanere Corsaro in consiglio comunale dopo aver chiesto aiuto e sostegno a mafiosi? Si dimetta subito per ridare prestigio alla sua comunità.”

Di Guardo ha poi continuato, annunciando che sabato terrà un pubblico comizio e chiarendo la vicenda legata al geom. Colicchia citato nelle intercettazioni come “consulente” del comune, quando ha avuto un incarico, come altri tecnici, per catastare un edificio scolastico, ribadendo così l’azione cristallina della sua amministrazione

“Noi siamo dalla parte della verità – ha concluso Di Guardo – non abbiamo scheletri nell’armadio ed abbiamo fiducia nell’azione dei commissari prefettizi, poiché abbiamo servito il comune a testa alta, con amore e dignità e pertanto non temiamo di essere sciolti per infiltrazioni mafiose che non esistono.

(Fonte: comunicato stampa del Comune di Misterbianco)

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Redazione

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