Emergenza Covid-19, c’è l’esigenza di conoscere i dati di Misterbianco A chiederlo al Comune, singoli cittadini ma anche gruppi organizzati, da Guardiamo Avanti alla Voce di Misterbianco

Tutti vogliono sapere. Movimenti politici, associazioni, singoli cittadini. Chiedono dati, numeri, cifre. Quanti contagiati, quanti malati, quanta diffusione del coronavirus a Misterbianco.

Già da ieri, alcuni cittadini commentando sulla nostra pagina social si chiedevano: “Lo fanno in altri comuni, perché no anche da noi?” Lo fa, ogni giorno, la Protezione civile nazionale e quella regionale. Ma anche singoli Comuni hanno scelto di aggiornare la loro cittadinanza.

Oggi, arrivano le richieste delle organizzazioni. Il gruppo politico Guardiamo Avanti chiede ai Commissari i dati relativi alla situazione dei casi di contagio da Coronavirus a Misterbianco.
“Abbiamo chiesto alla Commissione Straordinaria di conoscere i dati relativi alla situazione dei casi di contagio da COVID-19 a Misterbianco, così come fanno in diversi comuni della Sicilia” dichiarano il segretario politico del movimento Ninni Anzalone e il dirigente Mario Scuderi.

“Abbiamo rilevato che, a fronte di dati nazionali diffusi quotidianamente dalla Protezione civile, e di dati regionali divulgati, anch’essi con cadenza giornaliera, dalla Regione Siciliana, manca purtroppo analoga informazione da parte del Comune di Misterbianco relativamente ai dati locali, per cui non si conosce ad oggi il numero dei misterbianchesi contagiati o posti in quarantena”.

“Riteniamo – continuano Anzalone e Scuderi – che la gente abbia bisogno di conoscere tali informazioni, e ne abbia diritto, per capire l’andamento di questo nemico invisibile all’interno della nostra comunità ed assumere la degna consapevolezza di quello che succede intorno a noi, anche al fine di adottare, ove possibile, quelle misure di prevenzione necessarie nel caso di specie”.

“Troppe sono le sollecitazioni che ci giungono da più parti – concludono gli esponenti di Guardiamo Avanti – e non possono restare inascoltate, ma al contrario devono essere soddisfatte per rendere un servizio di doverosa e necessaria informazione alla città”.

Dalla presidente del comitato cittadino La Voce di Misterbianco, Giusi Percipalle, riceviamo la richiesta inviata ai commissari per “chiarimenti in merito alla diffusione dell’epidemia di Coronavirus all’interno del territorio, una richiesta di informazione, in un periodo di forti sacrifici e restrizioni delle libertà individuali da parte dei cittadini”.

“Facendo seguito alle numerose segnalazioni informali delle ultime ore pervenute al Comitato cittadino La Voce di Misterbianco dalla cittadinanza, relative alla mancanza di comunicazione e conoscenza dei dati inerenti la diffusione del virus COVID-19 nel territorio di Misterbianco, nel rispetto della privacy – scrive la presidente – chiedo di conoscere il numero esatto dei cittadini risultati positivi al test per il COVID-19 nel Comune; di conoscere il numero dei cittadini destinatari del provvedimento di quarantena obbligatoria nel Comune di Misterbianco ed eventuali provvedimenti adottati.

“Una richiesta lecita – aggiunge – quella di informare tempestivamente la cittadinanza sull’andamento dell’epidemia (numero di contagiati nel nostro Comune). Tutti noi cittadini abbiamo il diritto di essere tranquillizzati e rassicurati dalla massima autorità cittadina“.

Ma serve davvero conoscere i dati? Rispecchiano davvero la realtà? Sulla congruità dei numeri forniti ogni giorno nella conferenza stampa della Protezione civile nazionale emerge qualche perplessità. A farla emergere ci ha pensato Roberto Arditti, direttore editoriale di Formiche.net, dalle pagine dell’Huffington Post: “Numeri del tutto privi di fondamento” ha definito i dati della Protezione civile sul’epidemia. Ed è arrivato anche a chiedere la sospensione della conferenza stampa.

Per Arditti, “non ha alcun contatto con la realtà il numero delle persone contagiate, come reso evidente da dozzine di autorevoli pronunciamenti della comunità scientifica e come confermato (di fatto) anche dall’intervista di Borrelli (il responsabile nazionale della Protezionecivile, ndr) a Repubblica”.

Secondo il giornalista sarebbe “privo di sostanza anche il numero delle persone decedute, come molti sindaci cominciano a evidenziare”. E fa riferimento ai dati relativi al comune di Bergamo, pubblicati dal Corsera. “I numeri (drammatici) – sottolinea – dicono quanto segue: 1.128 morti in città nel periodo 1 gennaio – 19 marzo di quest’anno, di cui 48 ufficialmente attribuiti al virus. Nel 2019 (stesso periodo) 628 decessi, cioè 500 in meno. Non credo vi sia bisogno di aggiungere altro sul tema”.

Infine, afferma Arditti, “le guarigioni comunicate non corrispondono minimamente alla realtà, poiché sono relative soltanto alla parte di contagiati censita dal sistema, vale a dire quelle relative a persone sottoposte al tampone. È pero evidente che se non conosciamo il numero reale delle persone contagiate (certamente un multiplo di quello reso noto) non ha alcun senso contare le guarigioni, perché ogni giorno se ne verificano a migliaia fuori dalle statistiche ufficiali (esattamente come i decessi)”.

Il dibattito va avanti.

Rosario Nastasi
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Rosario Nastasi

Nasce a Misterbianco nel secolo scorso ma sfiderebbe volentieri Capitan Uncino. Si forma al Classico ma subisce il fascino delle Scienze: Biologia a Catania; Comunicazione a Cassino (Fr). Pubblicista dal 1992, è passato dalla carta stampata, alla Tv, alla radio, al web. Rugbista da giovane ma ora si logora le rotule al calcetto. C'è vita senza contraddizioni?

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