Rifiuti, i Comitati No Discarica diffidano la Regione: «Revochi l’incarico all’architetto Rotella» Con una lettera via PEC, assieme a Legambiente e Zero Waste Sicilia ne hanno chiesto la sostituzione

«Sostituite quel funzionario!» I Comitati No Discarica Misterbianco e Motta Sant’Anastasia contro l’architetto Antonino Rotella, il dirigente regionale del servizio di autorizzazione degli impianti per gestione dei rifiuti (A.I.A). Il dirigente è stato incaricato dalla Regione Siciliana come responsabile del procedimento di verifica di 2° grado dell’AIA rilasciata alla discarica Oikos Valanghe d’Inverno.

«Non può essere lui a rivestire quel ruolo – hanno affermato in occasione di una videoconferenza stampa a nome dei comitati Anna Bonforte, Massimo La Piana e Maria Caruso, assistiti dagli avvocati Corrado Giuliano, Nicola Giudice, Goffredo D’Antona – cioè lo stesso funzionario che ha gestito il procedimento di rinnovo dell’AIA numero 221/del 2009, con il quale la discarica di Valanghe d’Inverno è stata abilitata a ricevere rifiuti per i prossimi 10 anni e lo ha sottoscritto assumendosene per intero la paternità e la responsabilità».

Ecco perché, a firma del Comitato No discarica dei comuni di Motta Sant’Anastasia e Misterbianco, Anna Bonforte, Irma Bonanno, Massimo Carmelo La Piana, Gaetana Messina, e del rappresentante di Zero Waste Sicilia, il presidente Bianiamino Ginatempo, e del rappresentante della Legambiente Sicilia Gianfranco Antonio Zanna è stata inviata una diffida al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’assessore all’Energia e Servizi di Pubblica Utilità, Alberto Pierobon, al dirigente del Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, Salvo Cocina, dal mantenere l’incarico all’architetto Rotella.

«Avevamo appreso lo scorso 19 marzo – ricordano – giusto protocollo n.11544, che la Regione Siciliana, in seguito ai vari ricorsi del Comune di Misterbianco, dei cittadini dei Comitati No Discarica e dalle associazioni ambientaliste Zero Waste Sicilia e Legambiente, era stata costretta ad avviare il procedimento di revisione dell’AIA 2019 – DDS 981 del 9 agosto 2019, concessa allora all’Oikos».

La richiesta di sostituire il responsabile del procedimento si basa su alcune valutazioni. «Appare evidente – scrivono nella diffida – che per difendere se stesso ed il proprio operato, l’architetto Rotella non potrà che dire che il procedimento di rinnovo culminato nell’AIA 2019 è stato svolto del tutto legittimamente».

Ci sono anche valutazioni di opportunità “politica”. «Cioè – spiegano i Comitati – la necessità di dare alle popolazioni coinvolte la certezza che i loro interessi vengono trattati e valutati da soggetti terzi, indipendenti e competenti impongono».

Infine, le valutazioni giuridiche. «L’articolo 6 della legge regionale 21 maggio 2019 numero 7 prevede che il responsabile del procedimento deve astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto anche potenziale in relazione a decisioni o ad attività che possono coinvolgere interessi propri oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazioni abituali, imponendo anche il dovere di astensione “in ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza”».

L’iniziativa dei comitati è stata corroborata anche dalla sentenza n.5422/2019, emessa dal Tribunale di Palermo, sezione III penale. «Alla luce del deposito delle motivazioni della sentenza – continuano – nell’ambito del procedimento N. 10308/2011- R.G.N.R., con la quale il funzionario dell’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente Gianfranco Cannova, che aveva seguito l’istruttoria relativa al rilascio dell’AIA in favore della OIKOS S.p.a. e il presidente della OIKOS S.p.a. Domenico Proto, tra gli altri, venivano condannati per corruzione, che aveva assegnato agli stakeholder 30 giorni per provvedere a depositare le opportune osservazioni».

E proprio alla scadenza dei 30 giorni, sabato 18 aprile, i Comitati hanno depositato via PEC, la diffida.

Secondo i Comitati «anche alla luce degli esiti della relazione della Commissione regionale Antimafia all’ARS sul ciclo dei rifiuti, riteniamo che nulla debba essere lasciato di intentato amministrativamente e penalmente circa le illegittimità, la corruzione e la negligenza che da anni denunciamo in ogni sede pubblica. Contiamo sempre, e ancora, sul supporto del Comune di Misterbianco, ora in gestione commissariale, quale parte lesa in rappresentanza dell’intera comunità».

I Comitati ne hanno anche per l’Arpa Catania, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. «Chiederemo conto dell’avvio sperimentale dell’App Nose di cui mancano, ad oggi, le indicazioni minime per l’efficacia e significatività delle segnalazioni. Le istruzioni non sono mai state comunicate alle relative comunità di Motta e Misterbianco, alle quali è stata allargata la mappatura delle emissioni odorigene oltre ai territori di Milazzo, Gela, Priolo».

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Redazione

La Redazione di Misterbianco 3.0

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