PRG, la “strana intesa” tra Attiva Misterbianco e Movimento 5 Stelle: «Basta consumo del suolo» Assemblea pubblica unitaria per parlare di partecipazione, sviluppo e futuro della comunità misterbianchese

Parola d’ordine: discontinuità. Nel governo del territorio e nella tutela ambientale. Dalla delusione per la mancata inclusione nella ZES e dalla speranza legata alla revisione del PRG nasce la collaborazione tra l’associazione Attiva Misterbianco e il Movimento 5 Stelle locale (quest’ultimo nelle sue articolazioni di Misterbianco a 5 Stelle e Amici a 5 Stelle).

Esperienze tenute a distanza dalla dialettica politica ma accomunate da almeno un paio di obiettivi sullo strumento urbanistico: stop al consumo del suolo e grande attenzione all’impatto e alla riqualificazione ambientale. L’intesa tra i due gruppi, ancorché “strana”, parte proprio da qui.

Con un impegno corale, organizzato in gruppi di studio e sfociato nell’assemblea pubblica di sabato 18 luglio, gli attivisti dei tre gruppi hanno messo su un incontro, all’insegna della partecipazione, sui due grandi strumenti di gestione territoriale portati alla cronaca da recenti avvenimenti: la bocciatura regionale della valutazione ambientale strategica (VAS) del piano regolatore e la mancata inclusione di Misterbianco nella Zona economica speciale.

Al microfono, davanti all’ingresso della sagrestia della Chiesa Madre, si sono alternati interventi tecnici e politici. Che hanno colto l’occasione per criticare le scelte della politica degli ultimi anni. Anche perché politica è la programmazione, le scelte di governo, o la visione di sviluppo del territorio. Insomma, il futuro della comunità.

Ed ecco quindi l’architetto Igor Nastasi, la geologa Angela Aiello, l’ingegnere Giuseppe Motta. Ma anche gli attivisti Melita Mammano, Anna Bonforte, Massimo La Piana. E i rappresentanti istituzionali pentastellati: i deputati nazionale Luciano Cantone e regionale Jose Marano.

A essere tirata in ballo, l’amministrazione comunale deposta nel mese di settembre 2019, che dal 2012 ha governato Misterbianco. Alla quale si deve l’adozione del PRG, fatta da un commissario regionale nel mese di gennaio 2017, e la mancata risposta all’avviso regionale del 5 agosto 2019 per partecipare al bando della ZES.

Per la ZES, forti critiche sono state mosse specie dai deputati del M5S, per l’occasione perduta di far partecipare anche Misterbianco ai Piani di sviluppo strategici che accompagnano il varo delle due zone siciliane, con la firma del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. Zone economiche che godono di benefici economici, incentivi fiscali e semplificazioni amministrative per le aziende del territorio. Un’occasione persa anche per riqualificare la vecchia zona commerciale.

Per il PRG, tutti si sono soffermati sulle 22 osservazioni della Commissione tecnica speciale della Regione siciliana sulla VAS del PRG e sulle scelte che hanno guidato la revisione del Piano e, soprattutto, l’individuazione di una nuova area commerciale a sud del paese, estesa quanto un sesto del territorio comunale. Una “smart city” formale, ma con un concreto rischio di cementificazione sostanziale.

Scelte che, proprio lì, nella parte centro-meridionale del territorio misterbianchese, mettono a forte rischio le matrici ambientali: acqua, suolo, aria in perenne difesa dall’aggressione del dissesto idrogeologico naturale, dall’azione dell’uomo e dagli interessi particolari. Scelte in contro tendenza a quanto succede oggi. Dove a prevalere sono i programmati che vanno verso la sostenibilità ambientale.

Ed è qui che arriva la ricetta da entrambi gli schieramenti, all’insegna della discontinuità: PRG a consumo suolo zero puntando sulla rigenerazione urbana, riqualificare i terreni agricoli con incentivi per i giovani, investire sulle vocazioni e sulle tradizioni locali, sulla salvaguardia del paesaggio.

Spazio anche alla difesa. Per l’amministrazione comunale rimossa, è intervenuto l’ex assessore all’Urbanistica Stefano Santagati. A denti stretti ha dovuto ammettere la responsabilità nella mancata istanza per l’inclusione nella ZES.

Sui rilievi della CTS regionale alla VAS, Santagati ha contestato alla commissione l’ingerenza anche nei temi urbanistici, debordando dai suoi compiti. L’ex assessore ha reso pubblica l’interrogazione all’ARS del neo segretario del PD siciliano, il deputato regionale Anthony Barbagallo, che affronta tale argomento.

Santagati ha ricordato che l’incarico per la stesura della VAS, venne dato il 23 dicembre 2009, dall’allora amministrazione Caruso. A quella amministrazione dunque andrebbe addossata la responsabilità. È utile ricordare che nel 2012, cambiò l’amministrazione. Il 21 novembre 2012, il nuovo consiglio comunale, con delibera n. 78, approvò lo schema di massima del P.R.G. per la sua revisione.

Il 29 maggio 2013, il Comune di Misterbianco avviò la procedura V.A.S. presso l’ufficio VIA/VAS del Territorio Ambiente di Palermo. È legittimo pensare che se il tecnico fosse stato ritenuto non all’altezza, poteva la stessa nuova amministrazione contestarne l’operato e rimuoverlo? Per il resto, sappiamo come finì: con delibera n. 1 mese di gennaio 2017, fu un commissario ad acta, inviato dalla Regione siciliana a guida Crocetta, che con i poteri e le attribuzioni del consiglio comunale adottò il Piano con annesso rapporto ambientale.

La parola comunque ora passa ai commissari che guidano il Comune dal mese di settembre 2019. Saranno loro a dover rispondere ai rilievi della CTS regionale. E pare che già si avvarranno di un tecnico esperto sovraordinato, Giuseppe Vitale.

A loro, e sulle scelte che verranno fatte, Attiva Misterbianco e Movimento 5 Stelle chiederanno di aprire un dialogo con la città per un confronto diretto. Sarà possibile? Nell’attesa, per la comunità, AM e M5S hanno in programma un dossier con le idee e le istanze per un modello di città differente e discontinuo rispetto al passato. E per guardare al futuro. Anche della politica.

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Redazione

La Redazione di Misterbianco 3.0

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