Un Comune che non comunica si nega ai cittadini e dà fiato ai tromboni vecchi e nuovi della politica La commissione straordinaria dà poco risalto al lavoro svolto per ripristinare le regole e ristabilire la legalità

Sequestri, lotta all’abusivismo, nuovi regolamenti, avvisi per gli operatori economici, concorsi banditi, regole ristabilite. Ne avete sentito parlare? Perché di tutta questa attività non c’è traccia nelle comunicazioni ufficiali del Comune retto dalla commissione straordinaria dal settembre 2019?

Non si comprende il perché di una strategia comunicativa così rarefatta e poco incisiva. Che cosa impedisce alla commissione straordinaria di dare adeguato risalto al lavoro svolto per ristabilire la legalità e i corretti meccanismi amministrativi al Comune di Misterbianco?

Eppure, dovrebbe essere legittimo interesse dello Stato, intervenuto a sanare le storture della famigerata “mala gestio” amministrativa, dare evidenza a tutti gli interventi che vanno in tale direzione. Anche per rinsaldare la fiducia nelle istituzioni. Invece, gli atti prodotti dalla commissione restano in larga parte relegati tra le pagine del sito ufficiale del Comune.

E non solo: ci restano anche avvisi e comunicazioni dei vari settori comunali che, per insufficiente sensibilità dell’apparato burocratico, vengono evidentemente – e arbitrariamente – ritenuti di scarso interesse pubblico. E come tali, non adeguatamente promossi e divulgati. Generando così un danno non solo agli interessati, ma anche al resto della cittadinanza lasciata all’oscuro.

Avevamo già avuto modo di appellarci alla commissione straordinaria perché riconsiderasse l’opportunità di intensificare la comunicazione istituzionale. Proprio per dare alla comunità misterbianchese segnali concreti di rispristino della legalità, del rispetto delle regole e del controllo sull’attività amministrativa.

E, citando anche il sito del Governo sulla qualità della pubblica amministrazione e la legge 150/2000, avevamo anche sottolineato l’importanza della comunicazione on line come “modalità di interazione, opportunità di partecipazione ed accesso tipiche della comunicazione via web”.

Perché è proprio sul web che l’informazione oggi corre. Viene condivisa sui social. E, grazie alle testate telematiche, diventa strumento principale di aggiornamento. Non lo diciamo solo noi. Lo conferma il Censis: “Gli italiani preferiscono leggere online”.

Con rammarico, invece, registriamo come la commissione dia spesso l’impressione di essere rimasta ancorata a una concezione antimoderna della comunicazione: carta stampata e, al massimo, sito istituzionale.

La carta stampata è, per sua natura, differita, non immediata, relativamente antiquata e non funzionale al mondo contemporaneo e alle sue nuove esigenze. In una parola: antimoderna. E tutt’altro che concreta “opportunità di partecipazione”.

Per quanto riguarda il sito web del Comune, poi, vi sono rimasti legati i burocrati. Che affidano esclusivamente ai tortuosi percorsi di un’architettura poco friendly avvisi, provvedimenti, disposizioni. Negando, di fatto, a utenti, cittadini, operatori l’immediata pubblicità ai loro atti. Non comprendono che oggi l’accesso ai contenuti istituzionali presenti sul sito ufficiale dell’ente non avviene più tramite l’ingresso principale, ma attraverso il “tinello” dei social network.

Ma c’è un altro aspetto. Più inquietante. Che sta emergendo da tempo. Il silenzio istituzionale, la riservatezza sull’attività squisitamente di riordino operata dalla commissione straordinaria sta ridando fiato ai tromboni, vecchi e nuovi, della politica.

E di smemorati, ventriloqui, evocatori dei “bei tempi – clientelari – andati”, Dio solo sa quanto non abbiamo bisogno.

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Redazione

La Redazione di Misterbianco 3.0

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