Case popolari, liquami a cielo aperto. Guardiamo Avanti: «È emergenza: si intervenga senza rimpalli» La commissione straordinaria scrive all'Istituto Autonomo Case Popolari, proprietario degli immobili

Liquami a cielo aperto in mezzo alle case popolari: cede la fognatura delle residenze dello IACP di via Carmelo Di Stefano ed è emergenza sanitaria. L’allarme è stato lanciato dal movimento Guardiamo Avanti che stamattina ha fatto un sopralluogo in zona Toscano con il segretario Rosario D’Urso e l’esponente Lorenzo Ceglie.

«La situazione igienico-sanitaria nel complesso di edilizia pubblica di Via Distefano è insostenibile – dicono D’Uro e Ceglie – e purtroppo, il quadro rischia di peggiorare per uno stucchevole rimpallo di responsabilità fra Comune e Iacp, le cui competenze su questi edifici si incrociano. Riteniamo però che la burocrazia e i formalismi, specie in piena emergenza, debbano essere superati subito. Comune e Iacp devono intervenire, assumendosi la responsabilità della tutela della salute pubblica in un popoloso complesso popolare».

«Abbiamo chiesto formalmente ai due enti di intervenire – continuano – e, al contempo, con i residenti, abbiamo iniziato una verifica delle possibilità di legge per risolvere la questione delle competenze su via Distefano una volta per tutte. Ma intanto, l’appello che facciamo è di muoversi subito, i cittadini non possono morire di burocrazia!»

La commissione straordinaria, per voce del vice prefetto Salvatore Caccamo, ha riscontrato la richiesta di intervento del movimento, interessando lo IACP come ente proprietario degli immobili. «Si informa – è scritto nella nota dell’amministrazione – di aver immediatamente sottoposto la problematica al Presidente dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Catania al fine di intraprendere le occorrenti iniziative di competenza volte a tutelare la salute dei nuclei familiari interessati.

«È di tutta evidenza che l’intervento diretto dell’ente proprietario dell’immobile potrà garantire la definitiva risoluzione delle precarie condizioni in cui da anni sono stati costretti gli occupanti delle unità abitative».

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Redazione

La Redazione di Misterbianco 3.0

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