Pesistica olimpica, il misterbianchese De Luca terzo agli Assoluti italiani Categoria 102-109 kg L'atleta racconta a Misterbianco 3.0 la sua storia sportiva e umana e lancia alcuni messaggi

Il misterbianchese Carmelo De Luca si è classificato terzo in Italia negli Assoluti di Pesistica olimpica nella categoria 102-109 chilogrammi. La gara si è svolta il 19 giugno scorso, al Crowne Plaza Linate (San Donato Milanese).

De Luca si è presentato alle finali con un peso corporeo pari a 106,60 chilogrammi e ha chiuso la gara con un 121 chilogrammi di strappo (PR) e 148 chilogrammi di slancio (PR) Complice il triplice errore di Mirko Brandi (classe 2005) fino a quel momento secondo, l’atleta misterbianchese è potuto accedere al terzo gradino del podio ottenendo così il bronzo italiano.

Carmelo De Luca ha 30 anni e la sua storia, umana e sportiva, è emblematica. È lui stesso a raccontarla a Misterbianco 3.0 in una lettera lunga e ricca di annotazioni sportive e riferimenti personali. E con lo scopo di lanciare un messaggio: promuovere lo sport della pesistica affinché i bambini o i genitori stessi decidano anche solo di dare un’occhiata e di approcciarsi a esso. «La pesistica, come ogni sport – afferma De Luca – merita di essere valorizzata e bisogna farlo partendo dai bambini. In Sicilia, abbiamo una cultura della pesistica olimpica veramente straordinaria. Si vedano le zone di Caltanissetta e Palermo. Lo dimostra anche il fatto che sul podio del Crown Plaza siamo tre siciliani».

Biografia di un atleta

De Luca ha trascorso i primi 22 anni a Misterbianco, in Sicilia. Qui comincia presto a frequentare gli ambienti agonistici già in tenera età, prima di entrare a far parte del mondo della pallanuoto agonistica, nella quale milita (tra Catania e Torino) fino ai 26 anni.

A 22 anni, si trasferisce a Torino per motivi legati allo studio e, successivamente, al lavoro. Nella città della Mole, entra in contatto con la pesistica olimpica in maniere indiretta, cioè tramite il CrossFit. Ma il lockdown pandemico gli impone una pausa di due anni. Subito dopo, nel mese di maggio 2021, entra in contatto con la disciplina olimpica.

La passione per il bilanciere

In quel momento, si accende la scintilla che fa scoppiare un amore viscerale per il bilanciere. Una passione che lo porta ad approfondire talmente la disciplina che gli permette, già nel mese ottobre 2021, di ottenere un 12° nazionale, durante le qualifiche agli Assoluti per la cat. 102-109 kg (strappo 105kg) slancio (132kg).

Subito dopo, nel mese di dicembre 2021, arriva a conseguire la qualifica di Coach di 1° livello di CrossFit; quindi, la qualifica di Coach Federale di 1° livello di Pesistica Olimpica; infine, di aprire una A.S.D. affiliata al CONI, la Tribull A.S.D.

«La pesistica è stata la mia salvezza – afferma De Luca – Mi sono approcciato a lei per puro caso, solo perché avevo un box molto vicino al mio posto di lavoro. All’inizio ero titubante e spaventato dalla sola idea di fare sollevamento persi. Non avrei mai pensato di potermi appassionare così tanto a questa disciplina, tanto meno di ottenere questi risultati in termini di carichi. Arrivato a questo punto mi sono domandato come mai non l’avessi mai provata prima. La risposta è risultata tanto semplice quanto ovvia. Quando si parla di pesi in generale, la classica frase di rito è legata agli infortuni alla schiena, alle ginocchia e alle articolazioni in generale. Ma qualunque cosa, se fatta senza criterio ti porta a farti male».

E sottolinea: «Anche io mi sono infortunato diverse volte nel corso di quest’anno. I ragazzi che al momento si allenano al centro sportivo di Acqua Acetosa, sono stati ingaggiati già in età pre-adolescenziale: vantiamo tre medaglie olimpiche, diversi ori mondiali ed europei in OGNI categoria e due record del mondo nello slancio e nel totale (kg slancio + kg strappo) siglati da Antonino Pizzolato agli europei di Tirana 2022.

«La pesistica inoltre ti dà degli insegnamenti: sulla pedana sei tu e il bilanciere. Lui pesa, ma se tu fai le cose correttamente, dall’attivazione muscolare al posizionamento sopra di esso, allora lo sollevi. Non ci sono scuse, non ci sono elementi esterni. A meno di elementi fuori dal proprio controllo, se il bilanciere sale è merito tuo, ma se sbagli un’alzata non puoi che assumertene la responsabilità. Questo approccio te lo riproponi giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento e man mano questa mentalità diventa tua in tutto quello che fai, allontanandoti dalla possibilità di affrontare determinate situazioni cercando scuse».

Routine, qualifiche e finali

Agli inizi del 2022, però, le cose cambiano: un nuovo lavoro, nuove mansioni e maggiori responsabilità portano De Luca a rivoluzionare la sua programmazione. Il nuovo calendario gare prevede, infatti, una qualifica agli Assoluti che si svolgerà il 3 aprile per poi culminare con le finali del 19 giugno. Le date sono anticipate rispetto alle rispettive edizioni del 2021 (per motivi legati alla pandemia) svoltesi rispettivamente a ottobre e novembre.

Da qui inizia la vera routine atletica: sessioni di allenamento dalle 6 alle 8 del mattino; il lavoro dalle 8.30 fino alle 17.30: una seconda sessione di allenamento dalle 18 fino (a volte) alle 21. Una routine, gestita con diverse intensità di lavoro, che viene portata avanti cinque giorni a settimana, fino a due ore blande di scioglimento o comunque lavoro leggero al sabato. Tutto ciò con uno scopo ben preciso: capire quali fossero i limiti e imparare a proprie spese come limare la propria programmazione.

Poi arriva il bronzo nella finale del 19 giugno scorso. «Sono molto orgoglioso di questo bronzo per tanti motivi e anche se è arrivato grazie a un pizzico di fortuna – commenta De Luca – Ho lavorato tanto tecnicamente cercando di andare a migliorare sempre più quei piccoli errori che comunque posso rendere possibile un’alzata che a tutti sembra impossibile. Il lavoro in autonomia certo ha portato a degli errori che hanno causato dei rallentamenti, ma è stato fondamentale per la mia crescita anche come coach».

Attualmente De Luca è completamente in autogestione (eccetto la nutrizione) sia per quanto riguarda la programmazione sia per gli aggiustamenti tecnici che prova ad apportare rivedendosi tramite i video che registra in fase di allenamento.

Le considerazioni finali e il futuro

«Molte volte – afferma De Luca – ci si sente dire frasi taglienti legate all’età e al fatto che prima o poi certe cose non potranno più essere fatte. Per quanto sia dura da accettare il tempo fa il suo corso e il corpo si deteriora. Voglio indirizzare questo messaggio a quelle persone che dicono di non poter fare qualcosa perché ormai “troppo vecchie”. Ho iniziato a capire cosa fosse un bilanciere olimpico solo l’anno scorso a 29 anni. Neanche un anno dopo sono sul podio italiano. Sì il tempo fa il suo corso, ma non la trovo una giustificazione valida per arrendersi ad esso».

E, infine, sul futuro. «Ho un lieve periodo di scarico al quale seguirà una preparazione ancora più intensa visto che il mio obiettivo scendere nella categoria fino ai 96kg e contemporaneamente aumentare i miei carichi per confermarmi un ottimo atleta anche ai prossimi assoluti. Questo bronzo mi ha acceso in tutti i sensi e adesso ho solo tanta voglia di fare meglio. Sto lavorando affinché la mia A.S.D. (TRIBULL A.S.D.) possa un giorno trovare un luogo in cui stabilirsi e sono sicuro che piano piano riuscirò a raggiungere anche quell’obiettivo»

Rosario Nastasi
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Rosario Nastasi

Nasce a Misterbianco nel secolo scorso ma sfiderebbe volentieri Capitan Uncino. Si forma al Classico ma subisce il fascino delle Scienze: Biologia a Catania; Comunicazione a Cassino (Fr). Pubblicista dal 1992, è passato dalla carta stampata, alla Tv, alla radio, al web. Rugbista da giovane ma ora si logora le rotule al calcetto. C'è vita senza contraddizioni?

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