Rifiuti, la TARI aumenta del 4 per cento per le utenze domestiche: da 1,5 a 20 euro in bolletta Il Comune: «Aumentati i costi di conferimento in discarica». L'opposizione: «Decisione inopportuna»

Aumenta il costo di conferimento dei rifiuti in discarica e aumenta la bolletta della TARI: +4 per cento. Aumenti che peseranno da un minimo di 1,5 a un massimo di 20 euro per utenza.

Ad appena due mesi dalla sua approvazione, il Comune è costretto a rivedere il PEF, il Piano economico finanziario del servizio integrato di gestione dei rifiuti. E a coprirne il disavanzo: 1 milione e 200mila euro. Decisione ratificata dal consiglio comunale nella seduta del 29 luglio: 16 voti favorevoli e sei contrati.

Il PEF e le tariffe per il 2022 erano già state approvate dal consiglio comunale nella seduta del 31 maggio. Allora, con una nota lieta per le famiglie: una riduzione media del 3,4 per cento. Ora, la doccia fredda: con l’approvazione del 29 luglio, è stato deciso un aumento del 4 per cento.

Le cause tecniche

Che è successo in due mesi? La spiegazione tecnica è arrivata dai due funzionari comunali presenti alla seduta, l’architetto Luigi Lo Presti, caposettore Ecologia, e il dottor Mario Coco, caposettore Tributi. Che hanno sottolineato come il costo dell’energia e la crisi del sistema dei rifiuti siciliano abbiano imposto la decisione

«Una volta il Comune pagava 120 per tonnellata, ora sono 380. Se non si fosse adeguato il PEF, non si sarebbero più potute pagare le fatture per conferire i rifiuti in discarica e nelle varie piattaforme», hanno ricordato.

Il disavanzo contabile registrato di 1 milione e 200 mila euro è stato compensato in parte con 448mila euro di avanzi di extragestione. Per il resto, è stato necessario aumentare la tariffa che inciderà sulla parte variabile. Costi che, secondo i funzionari, possono essere coperti anche attraverso il conferimento diretto all’isola ecologia.

Le reazioni dell’opposizione

L’opposizione in consiglio comunale è passata all’attacco e ha definito l’atto «inopportuno in un momento di emergenza e difficoltà per le famiglie». «Come si possono chiedere soldi in più ai cittadini – hanno scritto – che vivono con la spazzatura sotto casa e con strade mai viste così sporche?»

«La causa dell’aggiustamento è politica – ha accusato Igor Nastasi (Attiva Misterbianco) – e ha un nome e cognome: Nello Musumeci, presidente della Regione siciliana che non è riuscito a fare un piano di rifiuti adeguato e ha fatto impazzire la gestione delle discariche».

Per Matteo Marchese (Sicilia Futura), «la tassa era diminuita grazie agli uffici comunali e anche alla politica. Perché in altri Comuni non è stato modificato il PEF? Evidentemente, la politica a Misterbianco non è riuscita a fare bene i conti. Una perplessità che avevamo espresso già per il precedente PEF».

La risposta della maggioranza

Ha risposto Ninni Anzalone, capogruppo di maggioranza e presidente della commissione consiliare Bilancio. «Si doveva necessariamente adeguare il Piano ai nuovi costi, generati da una serie di circostanze esterne (conferimento in discarica, aumento dell’energia elettrica e delle materie prime e quant’altro), perché in caso contrario, ci sarebbero stati grossi problemi con le piattaforme e il servizio di raccolta ne avrebbe risentito.

«La verità è che a Misterbianco non abbiamo mai raggiunto, dati alla mano, la soglia del 65% di differenziata. Non siamo mai stati un Comune virtuoso e conferire in discarica ci costa di più rispetto ai Comuni virtuosi».

Rosario Nastasi
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Rosario Nastasi

Nasce a Misterbianco nel secolo scorso ma sfiderebbe volentieri Capitan Uncino. Si forma al Classico ma subisce il fascino delle Scienze: Biologia a Catania; Comunicazione a Cassino (Fr). Pubblicista dal 1992, è passato dalla carta stampata, alla Tv, alla radio, al web. Rugbista da giovane ma ora si logora le rotule al calcetto. C'è vita senza contraddizioni?

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