Da Misterbianco ad Ancona, “Ciriachino d’argento” al maestro pasticcere Lo Faro Ha servito monumentali torte di pasta reale a papi, monarchi e star del cinema

Torte artigianali in pasta di mandorle elevate a opere d’arte, destinate a papi e monarchi. È grazie a queste dolcezze che il maestro pasticciere Salvatore Lo Faro, nativo di Catania, anconetano di adozione, è stato insignito del “Ciriachino d’argento” seconda più alta benemerenza cittadina.

Lo Faro è stato insignito della benemerenza durante la tradizionale cerimonia in onore del Patrono dorico San Ciriaco, alla presenza delle autorità civili, religiose e militari di maggior rilievo. Il Ciriachino d’oro è stato consegnato al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, spesosi senza sosta con i suoi uomini in prima linea durante le recenti emergenze della tragica alluvione nelle Marche e del devastante sisma del 9 novembre 2022.

Il prestigioso riconoscimento è stato conferito al maestro pasticcere per essersi distinto nell’ambito del suo lavoro, elevato ad arte e assurto a vette altissime, e per aver servito personalmente le sue famose opere monumentali in pasta di mandorle, oltre che a star del cinema e personaggi illustri, a ben due pontefici, Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, nonché alla compianta Regina Elisabetta II del Regno Unito a bordo del Panfilo Reale “Britannia”.

Un ricco palmares

L’ultima onorificenza va ad arricchire il ricco palmares dei premi e dei riconoscimenti acquisiti nel corso di oltre mezzo secolo di carriera, in cui ha esportato con le sue creazioni, contraddistinte dai prodotti tipici isolani e dalle fragranze agrumate ai sentori di zagara, il sentimento di “sicilianità” al di fuori dei confini nazionali.

Lo Faro, catanese d’origine, formatosi alla pasticceria dello zio Giuseppe Mazzaglia a Misterbianco, trasferitosi ad Ancona, ha dato vita negli anni all’omonima dolceria siciliana che porta il suo nome.  Un’attività che a febbraio 2024 è entrata a far parte della TOP 100 delle migliori pasticcerie d’Italia, scelte dalla redazione di una delle riviste più autorevoli del settore culinario, “La Cucina Italiana”.

Note biografiche

Salvatore Lo Faro, nato a Catania il 18 giugno del 1939, ma anconetano di adozione, è indiscutibilmente da oltre mezzo secolo un’autorità assoluta in materia di torte commemorative atte a deliziare eventi che restano impressi nella memoria. Apprese sin da giovanissimo le prime nozioni della sapienza dolciaria nel laboratorio di pasticceria del nonno materno Francesco Mazzaglia a Misterbianco, in provincia di Catania, perfezionando poi l’arte di plasmare la pasta reale per realizzare ricercate ghiottonerie da esportare al di fuori della Trinacria dalla zio Giuseppe Mazzaglia.

Trascorsa la gioventù in Sicilia, partì per assolvere l’obbligo del servizio militare presso la caserma Saracini di Falconara Marittima per poi stabilirsi definitivamente in Ancona dove iniziò la carriera di pasticciere mettendo a frutto gli insegnamenti acquisiti, dapprima lavorando come aiutante in un’altra nota pasticceria dorica e poi avviando in proprio nel 1976 lo storico atelier della dolcezza sulla fascia collinare del Rione Passetto, in via Isonzo n. 208, dove a tutt’oggi nascono reali capolavori dell’arte dolciaria.

Oltre alle star dello spettacolo che hanno avuto modo di apprezzare per anni le sue dolci opere di estrazione siciliana, ha servito personalmente Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI con le monumentali torte di sua ideazione.

Nel tempo, riuscendo ad appagare ogni desiderio goloso degli avventori provenienti da tutto il centro Italia, ha concepito dolci architetture di squisita fattura in pasta di mandorle anche per la Regina Elisabetta II del Regno Unito, oltre che per i personaggi cinematografici della levatura di Virna Lisi e Nino Manfredi o per le associazioni umanitarie come il Lions Club International o il Rotary International e per le aziende di enorme rilevanza come la Fiat.

Sculture eseguite in pasta reale e maneggiate con cura lenta e minuziosa per divenire vere e proprie opere d’arte, come il modello in scala ridotta dell’antica e gloriosa Fiat F-2 dell’inizio del secolo scorso, deliziose decorazioni di marzapane e perfette riproduzioni policrome di ogni frutto dell’eden sono esposte orgogliosamente nelle vetrine del rinomato atelier della dolcezza. La preziosa scultura artistico-dolciaria riproducente la leggendaria Fiat F-2 del 1907, prodotta interamente in marzapane e frutto di oltre cinque mesi di certosino lavoro manuale, vinse il terzo premio assoluto alla terza edizione della Coppa di Pasticceria Internazionale e il diploma d’onore al Grand Prix di Francia misurandosi con le creazioni di blasonati pasticcieri provenienti da diversi Paesi, sia europei che extraeuropei.

In occasione del venticinquesimo Congresso Eucaristico Nazionale organizzato nella Città dorica, l’undici settembre 2011, presentò personalmente le sue ultime creazioni al Pontefice Benedetto XVI. Dopo il fugace pranzo papale allestito in un’ala della sede operativa del Congresso Eucaristico Nazionale a Colle Ameno di Ancona, in compagnia di alcuni operai cassaintegrati della Fincantieri, senzatetto, cardinali, vescovi e altre personalità del clero, consegnò due monumentali torte artigianali in pasta di mandorle accompagnate da una pergamena di ringraziamento a Sua Santità scritta rigorosamente a mano, rendendo edotto il Santo Padre delle peculiarità dei manufatti e ricevendo amorevoli apprezzamenti per le bellissime opere realizzate.

Nel mese di febbraio 2024, la sua rinomata Dolceria siciliana è stata inserita nella speciale lista “TOP 100” delle migliori pasticcerie d’Italia scelte dalla redazione de “La Cucina Italiana”, la prestigiosa rivista edita da Condé Nast, lo stesso gruppo editoriale di Vogue, GQ e Vanity Fair.

Rosario Nastasi
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Rosario Nastasi

Nasce a Misterbianco nel secolo scorso ma sfiderebbe volentieri Capitan Uncino. Si forma al Classico ma subisce il fascino delle Scienze: Biologia a Catania; Comunicazione a Cassino (Fr). Pubblicista dal 1992, è passato dalla carta stampata, alla Tv, alla radio, al web. Rugbista da giovane ma ora si logora le rotule al calcetto. C'è vita senza contraddizioni?

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